La prego di aspettare qui. Non se ne vada.»
Le parole erano dolci, ma il panico che si celava sotto di esse non lo era affatto.
Non ha attivato l’allarme silenzioso, ma avrebbe potuto benissimo farlo. Le sue spalle si sono irrigidite. I suoi occhi si sono posati sulle porte a vetri come se si aspettasse che qualcuno ne entrasse da un momento all’altro.
La guardia di sicurezza vicino all’ingresso si raddrizzò. Non mi aveva degnato di uno sguardo quando ero entrato. Ora mi fissava come se fossi importante.
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